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Dall’analisi
dell’andamento dei prezzi effettuato per il mese di Giugno (documento PDF), l’Osservatorio del
Comune di Carbonia ha rilevato un trend positivo per i consumatori rispetto
allo scorso mese.
Nella
G.D.O. (grande distribuzione organizzata) la maggior parte dei beni monitorati
evidenzia una generale diminuzione dei prezzi, fatta eccezione per alcuni
prodotti di largo consumo, come pasta, tonno all’olio d’oliva, zucchero, acqua,
shampoo e docciaschiuma, che non mostrano alcuno scostamento rispetto alle precedenti
rilevazioni, pertanto mantengono una sostanziale stabilità.
Nel
reparto ortofrutticolo si osserva che i prezzi di pomodori, peperoni, patate,
meloni, ciliegie e albicocche hanno subito diminuzioni che variano tra il 10%
ed il 39% (valori approssimati per eccesso), mentre quelli di melanzane e
zucchine presentano un lieve rialzo. Per quanto riguarda la frutta fuori
stagione, come mele, pere e arance, i prezzi sono rimasti pressoché immutati
rispetto alle precedenti rilevazioni, mentre appare significativo sottolineare
l’aumento di costo dei limoni, pari al 19,5%. E’ interessante notare l’aumento
pari al 10% che ha caratterizzato le fettine di vitello e quello delle spigole,
pari al 32%, che probabilmente trova le proprie ragioni nell’aumento della domanda
da parte dei consumatori, tipico della stagione estiva.
Nel
Mercato Civico, dalla comparazione dei prezzi relativa ai mesi di Maggio e
Giugno, non si riscontrano differenze degne di particolare nota, poiché la
maggioranza dei beni monitorati non ha subito variazioni, ad eccezione di
alcuni prodotti ortofrutticoli che grazie all’arrivo della bella stagione e
pertanto di condizioni climatiche più favorevoli, evidenziano valori tendenti
al ribasso, notevole quello delle ciliegie: - 2,00 € al kg.
In
riferimento ai servizi, tre distributori di carburanti, dei quattro monitorati,
presentano aumenti che oscillano tra il
0,58% e l’ 1,47% per la benzina, mentre i prezzi del diesel risultano stabili o
in diminuzione.
L’Istituto
nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per
l’intera collettività ( NIC[1]
), relativo al mese di Giugno 2006, presenta una variazione di + 0,1 % rispetto
a Maggio 2006.
L’ISTAT ha stimato che le retribuzioni non sono cresciute a sufficienza
per colmare l'inflazione, pertanto il potere di acquisto negli
ultimi anni è calato di oltre il 20 %[2].
Questa riduzione di potere di
acquisto comporta un atteggiamento assai grave da parte delle famiglie, le
quali a causa della minore possibilità di spesa hanno invertito una tendenza
virtuosa, per la quale in precedenza erano disposte a spendere qualcosa in più
per avere prodotti di migliore qualità. Di fronte a questa prospettiva, il
consumatore ha modificato le proprie abitudini assumendo un comportamento più
selettivo e vigile: dà la preferenza ai prodotti scontati, utilizza le carte
fedeltà che gli permettono di risparmiare su alcuni prodotti di marca
commerciale, “pianifica” la spesa acquistando ciò che ritiene più conveniente
in diversi supermercati.
Ipotizzando
una simulazione di spesa media, si potrebbe fare un confronto tra quella
relativa al corrente mese e quella del mese di Maggio; i risultati sarebbero i
seguenti:
|
SPESA MEDIA |
GIUGNO 2006 |
MAGGIO 2006 |
|
1 kg. Rosette |
€ 2.08 |
€ 2.18 |
|
1 kg. Pesche |
€ 2.80 |
€ 2.73 |
|
80x3 gr. Tonno olio d’oliva |
€ 2.15 |
€ 2.30 |
|
1 kg. Fettine vitello |
€ 18.05 |
€
16.39 |
|
3
lt. Deters. Lavatr. |
€
6.10 |
€
6.35 |
|
4 rot.
Carta da cucina |
€ 1.29 |
€ 1.32 |
|
TOT. |
€ 32.47 |
€ 31.27 |
VARIAZIONE GIUGNO – MAGGIO = + 1.20 €.
[1] Il NIC misura l'inflazione a livello dell'intero sistema economico, in altre parole considera l'Italia come se fosse un'unica grande famiglia di consumatori, all'interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate.
[2] Fonte: Istat
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Addì , 25/07/2006 |
Vittorio Macrì |