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In data odierna si sono registrati gravissimi disservizi nell’approvvigionamento idrico della città che, in larga parte, è stata lasciata a secco.
I disservizi non hanno nulla a che vedere con lo sciopero dei lavoratori, che è perfettamente legittimo.
Dalla dirigenza di Abbanoa è stata data comunicazione scritta che l’erogazione dell’acqua sarebbe stata, comunque, garantita, grazie all’organizzazione di un apposito servizio. Non di meno il servizio è stato interrotto per ragioni su cui la Magistratura deve fare piena luce.
Già nella giornata del 28 febbraio si era verificata una situazione analoga e, in quella circostanza, il Presidente della società Abbanoa aveva comunicato all’Amministrazione che “operazioni compiute da terzi non identificati, non autorizzati e in possesso delle chiavi di accesso, nella notte fra il 27 ed il 28 febbraio, avrebbero drasticamente ridotto la portata della condotta”.
Nella giornata odierna sono stati riscontrati i seguenti fatti gravi:
- la valvola a valle del serbatoio di Cannas, che alimenta la città, è stata chiusa, pur dovendo essere aperta. La valvola è collocata all’interno di un locale chiuso a chiave.
- in un’altra località, in prossimità della città, una valvola della condotta di adduzione è stata trovata aperta, provocando la dispersione dell’acqua nella campagna circostante. È superfluo aggiungere che tale valvola sarebbe dovuta essere chiusa e che, soprattutto, è stato interrotto l’approvvigionamento idrico, della città, attraverso l’Acquedotto del Sulcis, a proposito del quale l’alta dirigenza di Abbanoa parla di manomissione dello stesso.
È sconcertante appurare, inoltre, che a distanza di 10 ore dalla constatazione dell’interruzione dell’Acquedotto del Sulcis, la società Abbanoa non abbia ancora individuato le ragioni della stessa interruzione.
Questi fatti, reiterati, si commentano da soli.
La giornata odierna si sta chiudendo con il grave problema idrico ancora irrisolto, l’Amministrazione, nell’interesse della cittadinanza, chiede un intervento immediato per la sua soluzione.
Spetta, per un verso, all’Autorità che deve garantire la sicurezza e, per l’altro verso, alla Regione, che gestisce il sistema idrico, fare piena luce sull’accaduto e, soprattutto, adottare le misure adeguate perché questi fatti non debbano più verificarsi.
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Addì , 22/03/2006 |
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