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- L'ABITATO.
Occupa la parte meridionale del pianoro ed è accessibile attraverso la
porta Nord, un corridoio fortificato aperto sul lato
settentrionale del centro. All'interno si incontra dapprima la piazza più importante,
dominata dal tempio di Ashtart, fondato dai fenici al loro arrivo,
ma che mostra, come il resto dell'abitato, l'aspetto datogli dall'ultima ricostruzione della
città, avvenuta intorno al 250 a.C.. Attraverso le tre strade parallele si osservano quattro
quartieri principali, di forma allungata e costituiti da case a schiera: di notevole
rilevanza è la "casa Fantar".
- LE NECROPOLI.
Nella valletta a Nord dell'abitato si trovano sia la necropoli
fenicia, ad ininerazione costituita da fosse scavate nella terra o nella roccia, e la
necropoli punica che si compone di tredici tombe a camera scavate
nel sottosuolo roccioso, alcune decorate con mascheroni e motivi sacri scolpiti, ed al cui
interno sono visibili i sarcofagi litici per le deposizioni.
- IL TOFET.
Superata la valle delle necropoli si trova a Nord un'altra collina sulla quale sorge il
tofet, luogo sacro e di sepoltura riservato ai bambini
morti naturalmente in modo prematuro. Nel santuario si distinguono un tempietto,
accessibile mediante alcuni scalini, ed uno spazio aperto antistante, detto
campo d'urne, sul quale venivano deposte le urne cinerarie contenenti i resti
cremati dei bambini ed, in particolari occasioni, le stele figurate con valore di
ex voto, ora conservate al Museo Villa Sulcis.
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