CITTA’ DI CARBONIA

PROVINCIA DI CARBONIA-IGLESIAS


Presentazione del volume
“Mabrùk. Ricordi di un’inguaribile ottimista”
di Nadia Gallico Spano




Di fronte ad un vasto e commosso pubblico, riunito nella Sala Polifunzionale del Comune di Carbonia, è stato presentato, sabato 11 marzo, il libro di Nadia Gallico Spano,“Mabrùk. Ricordi di un’inguaribile ottimista”. A presentare il volume e la figura esemplare di Nadia Spano, sono stati Salvatore Cherchi, Sindaco di Carbonia, Antonello Mattone, docente dell’Università di Sassari, Paola Atzeni, docente dell’Università di Cagliari, Pietro Cocco, uno dei primi sindaci di Carbonia e una delle tre figlie di Nadia, Chiara Spano, arrivata in città con l’altra figlia Paola e le due nipoti.
Mabrùk è un libro di memorie, pubblicato appena tre settimane prima della sua scomparsa, è l’ultima fatica di Nadia Gallico Spano, che a gennaio, ci ha, purtroppo, lasciati. Attiva e estremamente lucida, sino alla fine, alla soglia dei suoi novant’anni, Nadia ha lasciato un’ultima importante eredità che consente di rafforzare il legame affettivo, sempre molto forte, con Carbonia, città in cui Nadia si è recata tante volte, nel corso della sua lunga esperienza politica, per non far mancare l’appoggio alle lotte dei minatori, per il lavoro, la giustizia e la democrazia. La città, in occasione dei suoi funerali, ha proclamato il lutto cittadino. .

Mabrùk è il racconto della sua vita straordinaria, in cui ha condiviso, con il marito Velio Spano, la passione politica e l’impegno costante per garantire i diritti, la giustizia, la democrazia e la libertà. Mabrùk è la storia avventurosa, che dura quasi un secolo, di una giovanissima Nadia che, alla vigilia della seconda Guerra Mondiale, sposa Velio Spano, esule sardo e rivoluzionario per professione, ricercato dalle polizie di tutta Europa per il suo impegno antifascista. Nadia racconta Tunisi, città in cui nasce e in cui la sua famiglia ospita numerosi perseguitati politici, descrive la società multietnica in cui inizia la sua vita in comune con Velio e narra come, evitando la cattura, riescano a raggiungere Napoli, liberata dal nazifascismo, laboratorio politico di un’Italia democratica, speranza in una vita migliore e più giusta.
Racconta il clima di quegli anni, l’entusiasmo e le speranze nella rinascita, le prime elezioni democratiche, il voto alle donne e la partecipazione politica attiva, con il suo intervento all’Assemblea Costituente e l’elezione a deputato nelle liste del partito comunista. Nadia descrive la Sardegna, dove giunge per fondare le strutture femminili del partito, e percorre tutta l’isola, paese per paese, legandosi in maniera forte alla terra del marito, stringendo legami affettivi soprattutto con Guspini, Cagliari e Carbonia con i suoi operai che occupano per mesi le miniere.
Anche nel titolo, scelto da Nadia, si ritrova la sua “scelta di campo” che la accompagnerà per tutta la vita: Mabrùk è una parola di origine araba che significa “benedetto”, è dunque una parola augurale e di buon auspicio che ben sintetizza il suo profondo ottimismo, le sue capacità di mediazione e cooperazione, come ha messo in evidenza l’antropologa Paola Atzeni. Nadia Spano è stata una delle 21 donne che hanno partecipato all’Assemblea Costituente. Ha dato un contributo fondamentale per la stesura della nostra Costituzione repubblicana e non si è mai risparmiata, lei una delle poche testimoni ancora in vita, ha continuato, anche quando le sue condizioni di salute lo avrebbero sconsigliato, ad attraversare tutta l’Italia, per incontrare gli studenti e spiegare il valore dell’antifascismo e il sacrificio di coloro che sono morti per la nostra democrazia e libertà.




E’ un insegnamento esemplare quello di Nadia che, con il marito Velio Spano, ha fatto dell’impegno politico e della lotta per i diritti dei diseredati, una ragione di vita. “È una Nadia impegnata politicamente, ma anche una fine e sensibile narratrice quella che emerge dal volume” – ha spiegato Antonello Mattone, già curatore della biografia di Velio Spano – “Le sue memorie ci offrono uno spaccato della vita politica, ma anche privata della famiglia Spano e della rete di relazioni create per rendere consapevoli ed autonome le persone più povere e senza diritti”. “Nadia Spano è una di quelle persone esemplari che sono patrimonio della vita democratica del paese” – ha sottolineato il Sindaco, Salvatore Cherchi – “Ma oggi è patrimonio soprattutto di Carbonia, a cui ha regalato uno degli ultimi discorsi pubblici, per il 25 aprile dell’anno passato, quando ha pronunciato il discorso ufficiale in ricordo della liberazione. Un discorso vibrante in cui raccomandava, come obbligo morale, l’impegno civile per la difesa dei diritti, della libertà e di quell’edificio democratico e repubblicano costruito con tanto sacrificio”. Una donna che, nata in un ambiente famigliare che aveva come valori, l’onestà, l’impegno nello studio e nel lavoro, ha cercato, proprio nella politica, di dar voce a questi valori. “Visti gli ideali in cui credevano, è stato naturale che la famiglia di mia madre diventasse antifascista” ha spiegato la figlia Chiara “Così come mia madre è diventata comunista perché nel partito comunista ha intravisto la possibilità di mettere in pratica quei valori e di dare voce agli ultimi, lottando per la loro difesa. Sono cambiati i nomi dei partiti, ma non è cambiata mia madre e gli ideali in cui ha sempre creduto. Per lei essere comunista ha significato trovare una risposta alla fame dei bambini, ha significato lottare accanto ai minatori, ai pescatori, alle donne della Sardegna, rivendicando i diritti dei diseredati di tutto il mondo”. Nel libro si ritrova l’impegno coraggioso, costante ed entusiasta di Nadia e del marito Velio, la loro onestà civile e morale. “Nadia e Velio sono stati per Carbonia un bene inestimabile e se Carbonia ancora esiste e resiste questo è stato possibile anche grazie all’impegno di persone come loro” ha dichiarato Pietro Cocco, ex sindaco di Carbonia. “Le presentazioni dei libri hanno sempre un significato culturale profondo” - ha concluso Salvatore Cherchi - “In questo caso, oltre al valore letterario, ci ritroviamo a rendere omaggio ad una grande donna come Nadia Spano e a trarre insegnamento dalla sua preziosa lezione di vita”.







Addì , 13/03/2006