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GEOLOGIA
Dal punto di
vista geologico il territorio di Carbonia è caratterizzato da diverse
litologie che conferiscono al paesaggio caratteristiche peculiari uniche
in Sardegna.
L'orografia
è caratterizzata da rilievi montuosi di modesta elevazione con un
massimo di 492 mt. s.l.m. del monte di S.Michele Arenas.
Nel territorio
comunale sono presenti rocce con caratteristiche petrografiche e strutturali
molto varie, con età che nel complesso ricoprono un arco di tempo
maggiore di 500 milioni di anni. Queste testimoniano gli eventi geologici
che si sono susseguiti in Sardegna e che sono così ben rappresentati
nel Sulcis, attraverso la ricchezza di resti fossili perfettamente conservatisi
fino ai giorni nostri.
Le aree poste
ad Est e a Nord della città sono occupate da rocce paleozoiche formanti
un semicerchio che delimita il bacino di Carbonia: le litologie sono rappresentate
da calcari e arenarie del Cambriano (570 Milioni di anni) spesso molto
fossiliferi. I fossili più comuni, rappresentati da Archeociatine
(organismi con caratteristiche di passaggio tra i coralli e le spugne)
e Trilobiti (crostacei): sono fra i più antichi d'Europa così
da essere continuo oggetto di ricerca da parte di numerosi paleontologi
e studiosi provenienti da tutto il mondo.
Archeociatine
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Trilobite
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Q
uesta parte di territorio presenta un aspetto paesaggistico del tutto
particolare, tipico del Carso, con assenza di acque superficiali e abbondante presenza
di cavità carsiche di notevole interesse dal punto di vista morfologico
e mineralogico. Di particolare rilevanza è la grotta di "Corona
sa Craba" una delle pochissime cavità in cui si possono rinvenire
particolari concrezioni di barite azzurra. Il
paesaggio legato alle rocce carbonatiche si presenta con dei rilievi quasi
sempre ricoperti da macchia mediterranea, caratterizzati da superfici molto
irregolari, rilievi aspri e tormentati che entrano in contrasto con le
restanti aree interne al territorio comunale.
Grotta di Beghe Forru
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I settori
occidentali e meridionali sono caratterizzati dalla presenza di una copertura vulcanica
prevalentemente di natura ignimbritica risalente all'Era Terziaria (Oligo-Miocene
26 Milioni di anni), originatasi durante la fase di rotazione antioraria
della Sardegna e della Corsica (dopo il distacco dalle coste franco-spagnole),
che ha portato all'attuale dislocazione delle due principali isole del
mediterraneo. Queste rocce fanno parte delle formazioni cenozoiche tipiche
del Sulcis, con basalti ed andesiti alla base a cui fanno seguito superiormente
le rocce ignimbritiche (con età che vanno dai 28 agli 11 milioni
di anni) per uno spessore di 500 mt.
Anche questa
parte del territorio è caratterizzata dalla presenza di numerose
piccole cavità , definibili grotte, che devono la loro singolarità
al fatto di essere, contrariamente a quelle di origine carsica, contemporanee
alla formazione delle rocce nelle quali esse stesse si aprono. Su queste
rocce gli agenti atmosferici hanno creato, durante alcuni milioni di anni,
delle forme molto originali dette Tafonature.
Tafonatura (Monte Crobu)
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Al di sotto
di questa copertura vulcanica, con alcuni tratti affioranti nei pressi
di Bacu Abis, si trova il più importante bacino carbonifero italiano.
I giacimenti di carbone risalenti all'Eocene (54 Milioni di anni) furono
notati per la prima volta da Alberto La Marmora nel 1857.
Miniera attiva (Seruci)
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Nel bacino
lignitifero, formato da strati di calcari, argille e spessi livelli di carbone, si trovano
spesso resti di palme fossili e di foraminiferi (Alveoloine e Miliolidi).
Per quanto
riguarda l'era Quaternaria si ritrovano sia depositi di origine marina,
caratterizzata da una fauna fossile a molluschi (gasteropodi) tipici di
mare caldo, sia di origine continentale. A questo periodo sono riferibili
tutti i depositi alluvionali situati ad ovest della città, formatisi
dal disfacimento e disgregazione delle precedenti formazioni geologiche
affioranti nel territorio. Caratteristiche sono le dune fossili risalenti
al periodo interglaciale Riss - Wurm di Fontana Morimenta, al confine tra
il comune di Carbonia e il comune di Gonnesa, dove sono stati ritrovati
importanti resti fossiliferi di Elefante nano
( Elephas melitensis, alto appena 1.40 mt.). Sempre all'interno delle dune
fossili si ritrovano anche resti di cervidi (Megaceros Cretensis) e vari
tipi di rettili.
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